Storia

Le origini della Fondazione Magistrato di Misericordia risalgono al XIV secolo. Nel 1300 pare esistesse a Genova una pubblica amministrazione chiamata Ufficio della Misericordia. La prima menzione si riscontra nelle costituzioni politiche del 1413, dove, al capitolo "Quod Dux et Consilium possint eligere Officium Misericordiae" era stabilito che ogni anno, pochi giorni prima del Natale, si dovessero eleggere alcuni uomini probi chiamati Officiales Misericordiae. Gli Officiales avevano l'incarico di cercare, aiutare e distribuire elemosine ai poveri della città e di investigare lo stato dei multati indigenti, per riferirlo e far ottenere loro il perdono.

Dal 1495 l'Ufficio diventa anche il tribunale per le controversie religiose.

L'attuale Magistrato di Misericordia discende da una legge della Repubblica Ligure del 23 gennaio 1419, confermata ed ampliata con un decreto del 29 dicembre 1495. Questi due atti delegavano all'Ufficio di Misericordia completa ed assoluta autorità in materia di cause pie, costituendolo depositario della giurisdizione amministrativa e giudiziaria dello Stato. Le controversie, discusse in pubblica udienza, erano definite con sentenze inappellabili e eseguite, dove richiesto, con il sussidio del potere esecutivo. Le decisioni del tribunale dovevano proferirsi dall'Arcivescovo e da almeno tre ufficiali secolari.

Il Magistrato di Misericordia ricopriva anche l'incarico di Sindacus o rappresentante della legge. Esaminava la correttezza gestionale di altre pie fondazioni, interveniva nelle amministrazioni e, ove necessario, revocava il mandato dei membri giudicati inadeguati alla carica, sostituendoli con persone ritenute più idonee. Era compresa negli incarichi anche la facoltà di eseguire direttamente le disposizioni testamentarie ad pias causas: veniva assunta l'amministrazione di quelle fondazioni che avevano perduto la legale rappresentanza, accorpando quei lasciti che persone benevole istituivano in loro nome, diventando così "nucleo" di numerosi patrimoni.

Dopo la rivoluzione del 1797 e le vicende storiche che ne derivarono, il Magistrato di Misericordia fu privato dell'autorità giudiziaria, trasformandosi in vera e propria Opera Pia.

Davanti alle sfide del tempo presente, la Fondazione ricopre l'importante responsabilità di istituzione caritatevole, il cui principio ispiratore è quello della solidarietà unita alla responsabilità verso gli altri, le cui finalità si esprimono nell'ausilio concreto di quelle persone che vivono ai margini, nell'ascolto di tutte le "voci" che esprimono richieste di aiuto.

L'attuale Consiglio di Amministrazione è costantemente ispirato al motto "Civis Caritas Est", in quanto convinto che solo con un impegno concreto e mirato da parte di tutti si possano alleviare le sofferenze e creare nuovi stili di comunicazione e relazione ma, soprattutto, si possa essere portavoci di un esigenza di rinnovamento.

Ancora oggi, a distanza di seicento anni dalla fondazione, la peculiarità che contraddistingue il Magistrato di Misericordia da molte altre associazioni è quella di soccorritore del povero.